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Troppo noiosa e miserabil vita
È la nostra mortal, se il bene e 'l male
Par che facciano in essa effetto eguale;
E 'l duol si truova onde si spera aita:
Si pena amando; e in libertà avvilita
L'alma s'annoia; e proccurar non vale
Da quiete piacer, che per fatale
Destin pur questo ad esser mesto invita.
Misero me, che già m'afflissi tanto
Vivendo amante! or che libero resto,
Ov'è il piacer, che m'allettò cotanto?
Privo d'affanni e di gioir, detesto
Stato sì rio: ma pur non veggio intanto
Qual seguir debba, che sia men molesto.