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By Auteur inconnu

Libero nacqui, e libertà concesse

Già benigna natura al mio volere;

Né il corpo e sue potenze ella m'oppresse,

Ma lasciò il moto e gli atti a lor piacere.

Né fu giammai chi questo piè stringesse

Fra nemiche catene; e di severe

Leggi il rigor, che reo mi racchiudesse,

Non ebbi in carcer duro unqua a temere.

E pur son servo, e pur l'arbitrio ho perso,

Il moto e le potenze; e tengo il piede

Fra lacci, e vivo in misera prigione.

Amor tant'opra. A lui natura cede,

Forza e giustizia; e al tuo poter perverso

Tutto si cangia; e in nulla v'è ragione.