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By Torquato Tasso

Giaceva esposto il peregrino Ulisse

Mesto et ignudo sovra i lidi asciutti,

Ch'agitato poc'anzi era dai flutti

In cui lungo digiun sostenne e visse,

Quando, com'alta sorte a lui prescrisse,

Donna real fin pose a' suoi gran lutti.

Vattene agli horti ove perpetui frutti

Ha il mio buon padre: ivi godrai — gli disse.

Misero!, a me dopo naufragi indegni

Famelico gettato in fredda riva,

Chi fia che mostri i regi tetti e gli horti,

Se tu non sei cui tanti preghi ho porti,

O (qual chiamar ti debbo?) o donna, o diva?

Dea, dea sei certo, i' ti conosco a' segni.