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Non lungi al chiaro Alfeo su 'l più bel colle,
Che rivesta di fiori il vago Aprile,
Giacea dell'erba in sen tenera e molle
Il Pastorel Velalbo in spoglia umile.
"Dunque" (dicea) "l'alta ragion, cui volle
Donar pregio d'onor virtù gentile,
Da ria legge d'Amore ardita e folle
Con ingiuria del Cielo avrassi a vile?"
Quando, non so se di Pastore o Nume,
Voce ascoltai, forte così, che l'eco
La ripetea di qua, di là dal fiume:
"O tu, che mal vai ragionando teco,
Stolto ben sei, se di ragione il lume
Pensi ch'abbia a vedere Amor, ch'è cieco."