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By Antonio Tebaldeo

Se vero è che Orpheo col suo dolce canto

trahesse de l'oscure e infernal' porte

la desïata e sua cara consorte

che la avea in terra già gran tempo pianto,

hormai dovrebe ai versi e al longo pianto

placarse la crudele e acerba Morte;

ma ognhor la vedo più constante e forte

e più sorda si fa quanto più canto.

Vero è che in me non è l'ornato stile

che in Orpheo se trovò, né quel dir terso,

né cussì dolce lyra a me risponde;

ma il pianto che per gli occhi a terra verso

non sol dovria la Morte farme humìle,

ma quel dur sasso che madonna asconde.