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Poiché in serica tela, o bella Clori,
Vidi formar tua bianca man gentile,
Con leggiadria trattando ago sottile,
Erbe, pomi, augelletti, arbori, e fiori,
Stupido, dissi: "A così bei lavori
Con tua pace, o Natura, unqua simile
Opra produr non sai, né in sen d'Aprile
Pinger la venustà di quei colori."
Alle mie voci si sdegnò natura,
Né potendo soffrire i torti suoi
Gridò: "Chi folle le mie glorie oscura?
Guarda sull'opre mie; mira se puoi
Veder più vaga, amabile fattura",
E additommi il tuo labbro e gli occhi tuoi.