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Quel labbro che le rose han colorito,
molle si sporge e tumidetto in fuore
spinto per arte, mi cred'io, d'Amore,
a fare ai baci insidioso invito.
Amanti, alcun non sia cotanto ardito,
ch'osi appressarsi ove tra fiore e fiore
si sta qual angue ad attoscarvi il core
quel fiero intento: io 'l veggio e ve l'addito.
Io, ch'altre volte fui ne le amorose
insidie colto, or ben le riconosco,
e le discopro, o giovinetti, a voi;
quasi pomi di Tantalo, le rose
fansi a l'incontro e s'allontanan poi:
sol resta Amor che spira fiamma e tosco.