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By Auteur inconnu

Se le fortune io scopro aspre o gioconde,

Se rimiro nel mar calma o procelle,

Se contemplo l'abisso o pur le stelle

O del suolo le viscere feconde;

Se penso a quante alta potenza asconde

Fra vastissimi giri opre più belle,

Stupido resto, e in un mi perdo in quelle

Dell'eterno sapere idee profonde.

E quanto più coll'ali in alto ascende

E più si avanza entro l'etereo regno,

Men l'intelletto vede e men comprende.

Ahi, che d'investigar vano è 'l disegno

L'opre di Lui, che sol sé stesso intende:

Basti la Fede ad appagar l'ingegno.