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Mentre io polisco e tergo
del mio AMADIGI questa e quella parte,
e d' altri carmi vergo
l' apparecchiate carte
cantando amori e 'l gran furor di Marte,
e fatti alti et egregi
di valorosi invitti cavalieri,
che di corone e pregi
s' ornar le chiome, e fieri
con la spada acquistar Regni et Imperi,
mentre col BADOARO,
che non si può lodar quant' è ben degno
spirto sì illustre e chiaro,
qui dove il loro Regno
han le scienze e l' arti, ov' ogn' ingegno
dotto e felice viene
a far onor a la Virtute e a Dio,
di questo sommo bene
cibo sovente anch' io
l' affamato e digiuno desir mio,
in dolce e bel soggiorno
voi, FENARUOLO mio, passate l' ore
del caldo e lungo giorno
col SILVIO, di cui il core
con laccio eterno a voi congiunse Amore,
e col saggio e gentile
e nobil NANI, la cui cortesia
(s' ei pur non avrà a vile,
sì come indegna fia)
fia un dì soggetto de la Musa mia.
Ora in leggiadra schiera
di graziose donne e di donzelle,
che da matino a sera
da le luci alme e belle
aventano d' Amor strali e quadrelle,
con stil leggiadro et alto,
con cui di pari a quei famosi andate
ch' io sublimo et essalto,
dolcemente cantate
la lor divina, angelica beltate;
talor di CONIGLIANO
sui verdi e pinti colli, ove Natura
sol per diletto umano
pose ogni studio e cura
per vaghi e lieti farli oltre misura,
mirate fra le sponde
sparse di fior vermigli, bianchi e gialli
il Montican con l' onde
di lucenti cristalli
mormorando rigar le colte valli,
mirate il colle Aprico
e con le sue ricchezze il bel Fileto,
ove suol per antico
infallibil decreto
Bacco tornarsi trionfante e lieto,
e per gli ameni colli
andar danzando co' suoi Coribanti
d' uve dipinti e molli,
e l' insane Baccanti,
che saltando ad ognor gli vanno avanti
con le mostose chiome
d' ellere e di corimbi inghirlandate,
e cantando il suo nome
fan le genti ivi nate
di preziosi vin ricche e beate;
talor fuor da le vepri,
da le riposte selve, in liete schiere
ne fate uscir le lepri,
e le timide fiere
fuggir avant' a voi snelle e leggiere.
Ma non però vi prenda
tanta vaghezza di questi diletti
che col dever contenda
il senso e i vani affetti,
tal che chi tanto v' ama invan v' aspetti:
volete voi coi monti
cangiar quest' onde illustri e le lor Dive,
che con le vaghe fronti
fiorir fanno le rive
e le cose fuggir noiose e schive?
A questo di virtute
felice albergo ritornate omai,
che se l' ore perdute
non si ricovran mai,
certo che voi perduto avete assai.
Tornate ove vi chiama
questo coro gentil di spirti illustri
a gloriosa fama,
onde mille e più lustri
la gloria vostra il mondo orni et illustri.