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By Bernardo Tasso

Mentre io polisco e tergo

del mio AMADIGI questa e quella parte,

e d' altri carmi vergo

l' apparecchiate carte

cantando amori e 'l gran furor di Marte,

e fatti alti et egregi

di valorosi invitti cavalieri,

che di corone e pregi

s' ornar le chiome, e fieri

con la spada acquistar Regni et Imperi,

mentre col BADOARO,

che non si può lodar quant' è ben degno

spirto sì illustre e chiaro,

qui dove il loro Regno

han le scienze e l' arti, ov' ogn' ingegno

dotto e felice viene

a far onor a la Virtute e a Dio,

di questo sommo bene

cibo sovente anch' io

l' affamato e digiuno desir mio,

in dolce e bel soggiorno

voi, FENARUOLO mio, passate l' ore

del caldo e lungo giorno

col SILVIO, di cui il core

con laccio eterno a voi congiunse Amore,

e col saggio e gentile

e nobil NANI, la cui cortesia

(s' ei pur non avrà a vile,

sì come indegna fia)

fia un dì soggetto de la Musa mia.

Ora in leggiadra schiera

di graziose donne e di donzelle,

che da matino a sera

da le luci alme e belle

aventano d' Amor strali e quadrelle,

con stil leggiadro et alto,

con cui di pari a quei famosi andate

ch' io sublimo et essalto,

dolcemente cantate

la lor divina, angelica beltate;

talor di CONIGLIANO

sui verdi e pinti colli, ove Natura

sol per diletto umano

pose ogni studio e cura

per vaghi e lieti farli oltre misura,

mirate fra le sponde

sparse di fior vermigli, bianchi e gialli

il Montican con l' onde

di lucenti cristalli

mormorando rigar le colte valli,

mirate il colle Aprico

e con le sue ricchezze il bel Fileto,

ove suol per antico

infallibil decreto

Bacco tornarsi trionfante e lieto,

e per gli ameni colli

andar danzando co' suoi Coribanti

d' uve dipinti e molli,

e l' insane Baccanti,

che saltando ad ognor gli vanno avanti

con le mostose chiome

d' ellere e di corimbi inghirlandate,

e cantando il suo nome

fan le genti ivi nate

di preziosi vin ricche e beate;

talor fuor da le vepri,

da le riposte selve, in liete schiere

ne fate uscir le lepri,

e le timide fiere

fuggir avant' a voi snelle e leggiere.

Ma non però vi prenda

tanta vaghezza di questi diletti

che col dever contenda

il senso e i vani affetti,

tal che chi tanto v' ama invan v' aspetti:

volete voi coi monti

cangiar quest' onde illustri e le lor Dive,

che con le vaghe fronti

fiorir fanno le rive

e le cose fuggir noiose e schive?

A questo di virtute

felice albergo ritornate omai,

che se l' ore perdute

non si ricovran mai,

certo che voi perduto avete assai.

Tornate ove vi chiama

questo coro gentil di spirti illustri

a gloriosa fama,

onde mille e più lustri

la gloria vostra il mondo orni et illustri.