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Nobil natura eccelsa, che comparte
infinite bellezze in varie forme,
al procrear gentil cosa non dorme,
ma virtù, industria, ingegno opra e molta arte.
O potenzia del ciel, qual dotte carte,
qual sagge penne antiche san dar norme
d'un sol divin, che ognor par se trasforme
fra noi con suoi chiar raggi e luci sparte?
L'occhio mortal, del dolce splendor vago,
mentre tien per obietto il viso adorno,
non è de morte o d'altro mal presago;
anzi, como ebbro, insensato e musorno
di quel tesor più car che 'l fiume Tago,
celeste gloria estima aver dintorno.