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By Ludovico Leporeo

Mando fine cortine acciò ben trattile,

Lavinia amata, ed in bucata nettile,

E col sapone in infusione mettile,

E con man calchi pian, che non ischiattile;

Ché le apponti e le conti e non barattile,

Ché son di fil sottil mia suppellettile,

E dentro al centro del tinozzo assettile,

Né le strappazzi, né con mazzi sbattile.

Fa' che non sia forte lessia, che scottile,

Né dello straccio il ceneraccio imbruttile,

Ma monde e terse, dopo asperse sbottile.

Poi su le stanghe, corde, e spranghe buttile,

E a l'aure e al giel del chiaro ciel pernottile,

E al sol di maggio su l'erbaggio asciuttile.