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Prendi, o Duce immortal, questo possente
Ferro, e là pugna, ove il Tibisco inonda,
Che tinta ancor d'antico sangue ha l'onda
A scorno del già vinto empio Oriente.
Ivi destando immensa fiamma ardente,
Nuova di lauri avrai messe feconda,
Talché fia poi che al valor tuo risponda
La sorte, a i voti egual del gran CLEMENTE.
E se d'onore a più sublime parte
Ne vai, poiché là nel Pannonio suolo
Schiere lasciasti debellate e sparte,
Siegui l'impresa: ché la Fama, il volo
Sciolto per te dall'alto Ciel di Marte,
Eroe t'acclama invitto e al Mondo solo.