555

By Antonio Tebaldeo

Se 'l suo Petrarca già pianse Fiorenza,

e Dante che portò le muse seco,

Mantua Virgilio e Smyrna il docto greco,

la tua morte crudel pianga Piasenza,

ché poi che hai facto qui da nui partenza,

fugito è Apollo et è venuto teco,

rimasto è Amore inerme, infermo e cieco,

mute le rime e nuda ogni scïenza.

Di te duolse Ferrara e piange forte;

e l'angel che t'amò sì caldamente

deposte ha l'ale e l'habito suo adorno.

Antonio, godi e non curar di morte:

di te è rimasto un risonante corno

che in mare, in terra e insin nel ciel si sente.