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By Agnolo Firenzuola

E tu, per cui si vergan queste carte,

Sacrata a Dio ne' tui più teneri anni,

Deh come provato hai ben la tua parte,

Se gli avvien mai che 'l falso il ver condanni.

Ma tempo è omai di rivoltar le sarte

Dei versi miei fuor de' comuni affanni,

E ritornare a dir, là sì com'era,

Il dolce tempo della primavera.