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By Torquato Tasso

Non potea dotta man ritrarci in carte

de' tuoi lumi e de' crini i raggi e l'oro,

né quel ch'apron due labbra almo tesoro,

né fra' ligustri tuoi le rose sparte;

né degni eran metalli o marmi o carte

di contener le luci e i pregi loro,

onde a formar Natura il bel lavoro

s'accinse, ove perdea timida l'arte.

E del tuo sangue fece e di te stessa

viva imago spirante, e 'n picciol viso

gran cose espresse e fuor d'uso leggiadre.

Tu lieta godi e ti vagheggi in essa;

ed essa te conosce omai col riso,

e vede nel suo riso altri la madre.