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By Antonio Tebaldeo

Hormai comenzo a risvegliar la mente

dal sonno, ove io era come huom ciecco e morto,

ch'io veggio l'opra longa e il spacio corto,

e l'ultimo mio giorno già presente.

Padre del ciel, che per l'humana gente

prendesti carne e fosti ociso a torto,

driza la barca mia ch'io torni in porto,

salvo dal falso et infernal serpente.

Conosco il mio fallir, ché quando in pace

viver dovea, cercai affanno e guerra,

e potendo aver bene, entrai nel male.

Hor veggio ben che quanto al mondo piace

è un fumo, un sogno, una ombra e non è in terra

cosa che alfin non sia caduca e frale.