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By Auteur inconnu

Se il superbo Ladron dell'Oriente

Sull'Unghere contrade omai sicure

Dalle fauci discioglie atre e spergiure

Le nuove fiamme del suo sdegno ardente,

È questa opra del Ciel, che non consente

Che colle man' di Cristian sangue impure

Squarci più il sen d'Europa, e in aspre e dure

Catene stia Gerusalem dolente.

E già sul capo indegno alzar la clava

Veggio dell'Austria il coronato Alcide,

E ber del sangue reo l'Istro e la Sava.

Veggio alternare i colpi e cader l'empio,

E l'armi, in ch'ei par tanto ancor si fide,

Pendere in voto alla gran Tomba e al Tempio.