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By Anton Francesco Grazzini

Felice pedagogo

che sì felicemente

vivi ognor lieto al mio bel sol presente,

io del chiaro suo dolce almo splendore

sol mi pasco e nutrico

e mi convien furar gli sguardi ancora:

ma tu, can peccatore,

non sol del raggio amico

e della dolce vista ti contenti,

ma di lui sazi tutti i sentimenti;

ché non vien prima l'ora

del tramontar, che nel beato occaso

seco ti corchi e come già Tommaso

lo palpi e tocchi, e poi quel che tu faccia

dical chi non ha faccia,

ch'io per me nol vo' dire;

prima vorrei morire;

poi che del mio servire,

della mia pura fede

altri n'ha la mercede,

ed a me resta sol tormento e duolo.

Ahi Giove marïolo!

Ahi Cupido sfacciato!

Ahi ciel vituperato!,

oggi è cascato l'onor vostro al fondo,

poi che 'l più bello, il più vago e giocondo

giovin che sia dal ponente al levante,

sovr'ogni uso mortal, gode un pedante.