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Quanto più guardo a questa nostra vita,
vita non già, ma una pregione oscura,
ognhor trovo la strada più smarita.
Vedo che 'l nostro stato poco dura:
già fui fanciullo et hor son facto vecchio,
et ho cangiato il pelo e mia figura.
Cussì pensando ognhora più m'invecchio,
né mai m'acorgo del fugir de l'hore,
avendo inanti a gli occhi un chiaro specchio.
Vedo come ciascun che nasce more,
vedo che è breve ogni piacer mortale,
vedo che è ciecco chiunque segue Amore.
Hormai spiegare a meglior volo l'ale
convieme e abandonar questo pensiero
che m'ha tenuto un tempo in cosa frale.
Già fa molti anni, il mio drito sentiero
habandonai per seguir altre strade:
da indi in qua mai non conobi il vero.
E fugì il tempo e la mia verde etade,
ch'io non m'acorsi, e anchor non me n'aveggio,
sì son privo de pace e libertade.
Spesso del mio fallire, io me correggio
e dico: “Stolto, che pensando vai?”
Cussì ogni giorno vo di male in peggio.
Misero me, tempo sarebbe hormai
d'essere uscito fuor de tanti affanni,
e son nei lazi involto più che mai.
Cum mille ingegni, con mille arte e inganni,
Amor mi mena al mio antico camino,
nel qual, misero, entrai fin da' primi anni.
Anchor ritorno a quel verde giardino
che tien ne l'entrar rose e dentro spine,
né vedo il punto mio presto e vicino.
Alciamo gli occhi a l'opre alte e divine!
Anima simplicetta, che vai detro?
Passato è il mezo, hora pensiamo al fine!
Pensa come è fondare in fragil vetro
chi ferma sua speranza in questo mondo,
mondo non già, ma carcer duro e tetro.
Questo mar tempestoso è senza fondo;
e quanto l'huom più cerca uscirne fora,
ognhora il trova più cavo e profondo.
Perhò la barca tua che ivi dimora
rivolgi fuor de' scogli in altra parte,
inanti che sia gionta l'ultima hora.
Perso hai l'ingegno, la ragione e l'arte,
e vai dispersa senza alcun sustegno
priva de remi, de ancore e di sarte.
Rivolgite a mirar l'eterno regno
che sol pò liberar tua fragil barca
e trar de horribile onde il nostro legno.
Pensa che andar conviente nuda e scarca
a l'altre rive fuor di questa scorza,
e tu sei de peccati e d'error' carca.
Guardate indietro e dal camin ti torza
un risplendente e fiammegiante raggio
che ogni altra luce col suo lume amorza.
Con questo pòi finire il tuo viaggio
secura fuor de scogli e di tempesta,
non temendo di vento aspro e malvaggio.
Al viver corto che a fornir te resta
provedi inanti che ne trovi Morte,
acioché, fuor di questa fragil vesta,
ritorni lieta a la superna corte.