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By Antonio Tebaldeo

S'avien che mai alcun spirto pïetoso

leggia le rime mie triste e dolenti,

i süavi martyri, i longi stenti,

l'empia fortuna e il mio stato doglioso,

ben potrà dir: “Non ebbe mai reposo

questo amante infelice infra le genti,

anzi continuamente aspri tormenti,

humidi gli occhi sempre e il cor focoso”.

Forse con meco piangeranno molti

e diranno fra lor : “Ben fo crudele

colei che 'l spinse a sì noiosa sorte”.

Se serai viva e che il mio male ascolti,

odendo ragionar d'un tuo fidele,

spero che anchor te incresca de mia morte.