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By Antonio Tebaldeo

Vanne a servire a Dio, ché a te son servo:

questo il ciel vòle, e per te in culla giacqui

avolto in fasce, e per servirte nacqui

sin che fia saldo ogni mia polpa e nervo.

E s'io avesse l'età longa qual cervo,

serò quel ch'io fui sempre; e se a te piacqui,

non curo se a Fortuna e ad Amor spiacqui,

e al ciel fallace, instabile e protervo.

Non me incresce il partir, ma sol dolore

prendo, che il viso e il bel aspecto humano

per gran fatiche mutarà colore.

Ma dovendo da te viver lontano,

famme un sol don per più conforto al core:

che almen ti tocchi al dipartir la mano.