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By Auteur inconnu

L'Armi, che a te porse virtude in mano,

O Eroe del secol nostro inclito e degno,

Dal tuo valor contra l'Odrisio Regno

Mosse non furo in alcun tempo invano.

E là, dove fremea l'Empio Ottomano

Fra l'Istro e il Savo di furore e sdegno,

Di lor possa mostrar sì chiaro segno

Che reso hai già sicuro il suol Germano.

Anzi quel vasto omai sentier di gloria

Calchi sopra la barbara fortuna,

Che aprir' gli Eroi della Romana Istoria.

Segui, Signor, ch'ove Gesù la cuna

Ebbe, e ove ottenne col morir vittoria,

Oh quai palme per te virtù raguna!