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By Auteur inconnu

Piacciati, o gran Principio delle cose,

Che a te rivolga i lumi attenti e fissi,

Non perché il Sol di tue bellezze ascose

Speri veder ne' suoi profondi abissi;

Perch'io ben so che agli occhi miei s'oppose

Impura terra, e fece all'alma ecclissi,

E per mirarti in queste valli ombrose,

Io vivrò cieco, e cieco io vivo e vissi.

Ma come avviene a quel Fanciul che interna

Nel nostro Sol la vista inferma e frale,

Che poco o nulla poi veggia e discerna;

Così, cred'io, s'altro impetrar non vale,

Ebbro il mio cor della gran luce eterna,

Più mirar non potrà cosa mortale.