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By Antonio Tebaldeo

Qual fo quella spietata e iniqua mano

che ardì tagliare al sol le chiome d'oro

e guastare il più rico e bel lavoro

cha mai dal ciel scendesse in questo piano?

Non usò mai Nembrotto acto sì strano,

Sisypho fé men mal, Tityo e coloro

che contra Giove a gran furia se armoro

onde sentîr le fiamme di Vulcano.

Non commise Prometheo un tanto errore,

né quella stolta che al suo padre Niso

furò i capegli, onde mutò colore.

Ché quando un sì bel crin fo rotto e inciso

da questa man crudel, rimase Amore

senza rete, in pregion, vinto e deriso.