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Come volete voi
che compor possa, o far opera buona,
messer Bastian, da poi
che giorno e notte mai non m'abbandona,
ma vien meco in persona
quel Migiottin de' Bardi, ch'io vi scrissi?
Credo che degli abissi
uscito sia per mia pena e flagello.
Gl'è fanciullo assai bello,
di buon aspetto, ingegnoso e garbato;
ma bizzarro, superbo ed arrabbiato,
dispettoso e sazievol di maniera,
che l'Orco e la Versiera
e le Furie e l'Arpie
e quell'altre genie,
anzi gli spirti tutti
più neri e brutti già de' regni bui,
angeli santi sono appetto a lui.
Costui, dico, costui,
costui s'è fitto nella fantasia,
che s'io vo o s'io sto la notte o 'l giorno,
essermi sempre intorno,
burlandomi e ridendo tuttavia;
tal che la poesia,
le materie e i soggetti,
e le rime e i concetti
si son fuggiti, anzi volati via.
Così per mala via
ne va la Musa mia. Ma per ch'io veggio
ch'io non posso far peggio
che l'adirarmi seco,
ho già proposto meco
d'andarlo seguitando,
trattenendo e piaggiando,
e dare a Febo bando ed a' romanzi,
cacciando ed uccellando da qui innanzi:
onde tornai pur dianzi
seco e col gran Ceccone
con cinque starne prese ed un leprone:
e di santa ragione
con appetito poi mangiare e bere,
attendendo a godere e far tempone,
fin che 'l Ridolfi torni alla magione.
Ma voi per discrizione
vi potete pensar ch'ogni mio bene
e gioia e pace ed allegrezza viene
da rimirar sovente il bel Ligliano,
ov'è colui c'ha la mia vita in mano.