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Se nulla ponno in Ciel d'un infelice
L'afflitte voci, e tanti prieghi e tanti,
Volgete a me pietosa i lumi santi,
Gloriosa del Cielo Imperadrice.
Mirate l'aspro duol, ch'alta radice
M'ha nel cor fitta, e posto a morte avanti;
E me ritolga a i miei continui pianti
La vostra man, che mi può far felice.
Già non vi chieggio ore tranquille e liete,
Ma sol ch'in parte un dì la ria tempesta
De' contumaci sensi in me s'acquete.
E se il mio male in voi pietà non desta,
Che dolce Madre di pietà pur siete,
Quale al misero cor speme più resta?