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By Antonio Tebaldeo

O vedovo, infelice e oscuro loco,

che già fosti un refugio a' tristi amanti,

mentre fòr teco i lumi honesti e santi,

ove Cupido racendea il suo foco,

deh, come in spacio breve e tempo poco

si son conversi in dolorosi pianti

le tue dolce harmonie, i balli e i canti,

e volta in doglia ogni toa festa e gioco.

A te ritorno, e pur fugir dovria,

rimembrando che qui nacque il mio male,

ma l'usanza già vecchia a te m'invia.

Meco ne viene Amor battendo l'ale:

cussì ciecchi ambedui per questa via,

l'un va cercando il core e l'altro il strale.