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By Torquato Tasso

Tu, che da cento preziose vene

di cento ricchi e fortunati ingegni

trar cerchi oro sì bel che ne disdegni

Ermo e Pattol quel de le proprie arene,

ben fregio sol di scelt'oro conviene

a quella Perla che d'ornar t'ingegni,

ch'è per sé tal che non han gli ampi regni

del mar gemma sì lucide e serene.

Egregio mastro, che con l'oro altrui

mirabilmente il tuo gentil lavoro

congiungi e di color vago l'aspergi,

e 'l mio piombo anco chiedi? e quando fui

fertil mai d'altro? or fia ch'egli sembri oro,

se tu con l'arte tua l'affini e tergi.