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By Malatesta Malatesti

Se quelle dolci rime, ove fondai

già mille volte i miei sospiri acerbi,

aiutasse la lingua, i polsi e' nerbi,

come già fece in altre opere assai,

io piangerei i miei dolenti guai

con tanta melodia, termini e verbi,

che volgerebbe i tigri aspri e superbi

a pietade non vista o udita mai.

Ma come fan gli amici non sinceri,

che volge il dorso al tempo fortunale,

over come chi scorge un grato sogno,

che, svegliato, relinque i car' pensieri,

così voi, rime false e disleale,

m'abbandonate nel magior bisogno.