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Forse parrà che la giornea m'affibbi,
voler saper da voi per qual cagione,
o saggio Berrettone,
son quest'anno da noi fuggiti i nibbi.
Cosa stupenda e varia
e non mai più sentita,
non veder nibbi aggirarsi per l'aria:
onde la gente afflitta e sbigottita
teme di qualche caso orrendo e strano.
Chi dice: «A mano a mano
verrà la carestia,
la guerra, o la moria»;
altri pensan che 'l Turco passi il mare,
e che venga a impalare
chi non vorrà la fede rinnegare
di colui che già nacque in Nazzarette;
ed altrui che i tremoti e le saette
abbian Toscana tutta a subissare,
come han fatto a i confini del Piamonte,
e tengono altrui in ponte
con mille opinïon simili a queste.
Ma pure i più s'accordan che la peste
voglian significar che già vien via,
e che corrotta sia
l'aria, o si debba corromper di corto;
onde savio ed accorto
il nibbio, antivedendo sì gran male,
abbia adoprato l'ale,
e gito se ne sia nel mondo nuovo.
Ma io la lor sentenza non approvo;
per che di quante pesti son mai state,
non si sono scritture ancor trovate,
ch'abbian de' nibbi mai fatto memoria:
né il Villan nella storia,
che scrisse la moria del quarantotto,
de' nibbi fece motto;
e 'l Boccaccio anco nel Decamerone
non ne fe' menzïone.
E sonci vive ancor molte persone
che del venzette si ricordan bene,
quando le strade piene
di corpi morti si potea vedere;
e nondimeno i nibbi ivano a schiere
per l'aria volteggiando,
e per tutto predando
un numero infinito di pulcini,
che quest'anno scampato hanno il flagello.
Voi dunque, o Belfratello,
che de' fiumi e de' boschi e de' pianeti
conoscete i segreti,
ditene in cortesia
per che cagion son iti i nibbi via.
E se voi pur non vi credete apporre,
fatevelo insegnar da Don Nasorre.