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By Antonio Tebaldeo

Spesso me adiro e me medesmo acuso

di questo folle errore e püerile,

e dico: “Stolto, hormai prendi altro stile!

Non vedi il labirynto ove sei chiuso?”.

Da l'altra parte sorge il cor, che è uso

a questo stato e stima ogni altro vile,

provando tale impresa esser gentile,

e resto a sue ragion' vinto e confuso.

Cussì mi do ragione e me riprendo,

hor mi piace il servir, hor mi vergogno,

e il dì più volte di pensier mi muto.

Mentre ch'io parlo e cum meco contendo,

il tempo passa, come una ombra e un sogno:

e moro, e posso aitarme, e non me aiuto.