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By Antonio Tebaldeo

Felici ucelli che cantando a volo

giti per l'aria vostri dolci versi!

Ma lasso io che, piangendo i giorni persi,

per sassi, per caverne e boschi volo.

Hor quinci, hor quindi, lamentando solo

mi vo del cielo e de' mei fati adversi;

né per pianti che a terra ognhora versi,

trovo pietade al mio gravoso duolo.

De tutti gli animali inferïore

mi posso dir, ché senza alcun sogiorno,

vagabondo ne vo matina e sera;

et ho sì colma l'alma di dolore,

ch'io non discerno da la nocte il giorno,

l'està dal verno, auton da primavera.