587

By Torquato Tasso

Scipio, mentre fra mitre e lucid'ostro

ritiene or voi l'alta città di Marte,

e ch'adeguate le reliquie sparte

d'opre caduche al non caduco inchiostro,

io qui, dove tra colli ombroso chiostro

giace, me 'n vivo in solitaria parte,

e talor pini e faggi, e talor carte

vergo, ed in lor si legge il nome vostro;

e questa antica selva e questo fiume

placido risonar Gonzaga apprende,

e le mie rime alterna e i vostri onori.

Sacri silenzi, amici e fidi orrori,

ove Febo ritrarsi ha per costume,

felice è chi fra voi sua vita spende.