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By Pietro Aretino

Diva, quel piccol don ch'i' t'ho mandato

solo apalesa tuoi ascosi errori,

ché, come in quello e' sonno vari colori,

così tra mille inganni tien tuo stato.

Quel è bel pomo tucto l'aurato,

la scorza è calda e drento ha freddi umori,

al gusto monstra poi aspri sapori:

e tu cangi agli effetti un simil fato.

La scorza sol dinota il fido petto

ch'arde nel ghiaggio, e tuo cor è per il fructo

di giaccio che col mio foco è constretto.

Che, non trovando a suo focoso lucto

il mio aflicto a tuo frigido effetto,

s'agiunse perché il caldo suo si' structo.