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By Torquato Tasso

Candido can, che mordi e squarci 'l core

feroce sì che il sangue il sen n'allaga,

deh, come in fronte mansueta e vaga

ricopri tu ferigno empio furore!

Me, che l'ali d'un dio lieve cursore

schernia, giungesti tu; tu quella piaga

festi onde l'alma or di sua morte è vaga:

ciò che lo stral far non poteo d'Amore.

E tu m'ancidi al fin perché s'estingua

con la vita il tormento: esser pur sazio

di martir così lungo omai dovresti!

Ben fia pietà, se vuoi ch'in vita resti,

por miglior fine al mio penoso strazio

e i tuoi morsi sanar con la tua lingua.