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By Antonio Tebaldeo

Vui me exhortate con parole acorte

a confessarme d'ogni error commesso,

vedendo che sprovisti ne sòl spesso

trovar la ceca et importuna Morte.

Non credo aver con la celeste corte

debito alcun, perhò non mi confesso.

Vero è ch'i'ho amata vui più che me stesso,

et amo et amarò sempre più forte.

Trovo in me questo sol, se gli è, peccato;

vòl la legge de Dio che amar altrui

debiamo, et io il precepto ho seguitato.

Ma ben conviense il confessar a vui,

al cui servitio son tanti anni stato,

né mai, se non da mal, premiato fui.