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Questa, che noi miriam, Mole superba,
Sede antica di Marte, onor di Roma,
Che vide Africa vinta ed Asia doma,
Onde fama tremenda ancor si serba,
A quanti Duci, che ferita acerba
Recaro a i Regni, inghirlandò la chioma!
Con terror de' Monarchi ancor si noma,
Ed orme ancor di maestà riserba.
In placido Teatro or si converse,
E della pace alle Virtù risorte
Per leggiadre contese i lauri offerse.
Italia speri di cangiar sua sorte:
Chi alle belle Arti il Campidoglio aperse,
Di Giano ancora chiuderà le porte.