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Volgo d'iniqui affetti in mezzo al core
Reggea lo scettro baldanzoso e altero,
E, tolte a forza sue ragioni al vero
Nume, il trono v'ergea l'Idol d'errore.
Ma qual di sdegno armato e di furore,
Di sua voce tremenda all'alto impero,
Unendo il Verbo il braccio suo severo
Cacciò il popol profan del Tempio fuore;
Tal voi col forte stil, ch'urta e penetra
Ed empie il tutto di terrori e pianto,
Abbattete la reggia orrida e tetra.
E a far più chiaro di vostr'opra il vanto,
Fieri stridi innalzando infino all'etra,
Fuggono i mostri col rio corno infranto.