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Mi giunge un dì vicino al cuore un guardo
Dolce in sembianza, ma nimico e fero
Traditore dell'alma, e un mio pensiero
Vel fé passar, quando men io mi guardo.
All'improvviso assalto or gelo, or ardo;
E di troncargli il passo invan più spero:
Tolgono i sensi alla ragion l'impero;
Al mio periglio ogni riparo è tardo.
Corre a opporsi Virtù; ma che gli giova,
Se già vinto il voler quasi si arrende
E dell'inganno suo piacere ei prova?
Il cuore allora al mio Gesù, che pende
Dalla Croce, si volge; e qui ritrova
Scampo sicuro, e vincitor si rende.