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“Arsenio, e dove sei? Torna”, dicea
La troppo amata Cortonese Amante;
“Torna”: e quando per lui d'amar più ardea,
Piagato e morto, ahimè, sel vide avante.
Misera e sola, e forse, ahi forse rea
Di tanta strage, or chi sarà bastante
A consolarla? il Ciel, che la volea
E misera e felice in un istante.
Ben fu il Ciel, che mostrolle atro di sangue
Il caro volto, e per sua lieta sorte
Lei ravvivò sull'altrui spoglia esangue.
E 'l Ciel pur fu, che la rendé sì forte,
Che poteo, per più d'un che estinto langue,
Tutte ritoglier sue ragioni a Morte.