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Benché, Donna gentil, dal tuo bel viso
Volino a schiera i faretrati Amori,
E qual co i crini scherza, e qual tra i fiori
Dell'alma guancia, e qual su i labbri assiso,
Non è beltà che fa sì attento e fiso
Stupido il Mondo a i tuoi cotanti onori:
Virtù più occulta è, che talor vien fuori
Ne' saggi detti e nell'affabil riso.
Nube, in cui folgorando il Sol percuote,
Risplende sì ch'esser maggior si crede
Il lume in lei di quel, ch'altrui dar puote.
Tal dell'interna tua bellezza fede
Fan crin biondo, occhi vivi, accese gote,
Ma il minor pregio è in te quel che si vede.