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By Auteur inconnu

Quale l'Augel, che sì soave canta,

Allor che di bei fior' si veste il prato,

Né temendo il rigor del verno andato,

Torna lieto a volar di pianta in pianta;

Tal io ritorno a rimirar la tanta

Beltà, Donna, ch'è in voi, per cui piagato

Il cor rimase, or che il rigor passato

De i vostri occhi i bei rai più non ammanta.

E rime vo tessendo anch'io d'Amore

Sovente il dì nella stagion sì bella,

Ch'altra non può godere eguale il core.

Duri propizia la mia amica stella;

Ché se tale è il piacer del mosso ardore,

T'offro l'anima, Amor, per sempre ancella.