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Questa bella d'Amor nemica e mia,
Ond'io di morte son già preso al varco,
Cotanto di pietade il petto ha scarco,
Ch'io sperarne per me nulla sapria;
Ma tu, Signor, che sì possente in pria
Delle spoglie più ricche andavi carco,
Or che fai della face e che dell'arco,
Per cui domato ancor Giove languia?
Fàlle sentir la tua possanza, Amore:
Né più soffrir che per costei si giaccia
Spregiato indegnamente il tuo valore;
Ché non s'accorge ancor com'ella piaccia,
E come mi s'aperse a mezzo il core
La piaga, onde convien ch'io mora e taccia.