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By Auteur inconnu

Brindis, brindis al sovrano

Regnator del Polo algente,

Al sereno, altipotente,

Pennazzurro Tramontano.

Mira come furibondo

Scappa là da quella foce,

Come rapido e veloce

Corre 'l Cielo e 'l Mar profondo!

Vedi, vedi come fulmina

Dal cavallo volatore,

Su 'l Libeccio usurpatore

Come alzando ognor s'inculmina!

Come dietro gli galoppa!

Come acquista ad ogni passo!

Già raggiunto è quel Gradasso,

Già guadagnali la groppa.

Ecco s'alza in sull'arcione,

Ecco lancia la zagaglia:

Ogni scherma ed ogni maglia

Contra questa invan s'oppone;

La zagaglia diamantina,

Che d'un ghiaccio asciutto asciutto

Di sua man tirata ha in tutto

L'Appennino in sua fucina.

L'Affricano mal avvezzo

Già più anni a fare il Potta,

Al calar di quella botta,

Che già il collo gli ha scavezzo,

Cede il campo, e sì di brocco

Quegli alon' di Pipistrello

Spiega ratto, e via bel bello

Se la coglie inver' Marocco.

Quel di nubi e di bufere

Folto esercito infinito,

Che levato in su quel lito

Servia sotto a sue bandiere,

Vòlto in fuga il Capitano,

Senza capo, e senza nervo

D'alcun corpo di riservo,

Si disbanda a mano a mano.

Qual se Lupo in sul mattino,

Di notturna fame armato,

In due slanci è a mezzo il prato

Del bel pascolo vicino,

E la greggia, che in rugiade

Sugge sangue e pasce vita,

Muove in folla sbigottita

A fuggir per varie strade,

Agli slanci, alle volate

Del tremendo saltatore;

Del tremendo volatore

A i nitriti, alle sbruffate,

A i nevischi ed alle brine,

Onde l'aria fende e fiede

Il guerrier, che su vi siede

Tutto in armi cristalline,

Salva, salva, a rompicollo

Nebbie, nubi, e nevi corse,

Fin dal mar di qua trascorse

A far d'acqua il Ciel satollo.

Già diradan i ribelli;

Già da un rotto del suo velo

Scappa fuori al Dio di Delo

Una ciocca di capelli.

Qua rischiara, là serena:

Tutto agghiaccia, e pure il raggio

Dolce è sì che un più bel Maggio

Messo in gielo ne rimena.

Vedi in faccia Vallombrosa

Preparare in gran' diamanti

Ricca dote a i mesi amanti,

Ond'aspira a farsi sposa;

Tutto il monte e la collina,

Tutto il piano brizzolato

D'un bel verde e un bel lattato

Di brinata fina fina;

E le pingui, umide valli,

Colle siepi e i vivi argenti,

Metter gala di lucenti

Filigrane di cristalli.

Dunque brindis al sovrano

Regnator del Polo algente,

Al sereno, altipotente,

Pennazzurro Tramontano.

Versa, Nise, in questa ciotola

Quel liquor, che bolle e fuma.

Vo' liquore, e non vo' spuma.

Non vo' spuma: ecco ch'io scuotola.

O così: questo è liquore;

È liquore, è manna, è balsamo.

Brindis, Nise: ecco n'imbalsamo

I polmoni, il sangue, e il core.

Che bevanda, spirto e vita!

Che tremende cioccolate!

Versa, Nise, alle brigate,

Che la gioia vada unita.

Or sì brindis al sovrano

Regnator del Polo algente,

Al sereno, altipotente,

Pennazzurro Tramontano.