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Nel rimembrar l'amata e la gioconda
Dolce vista di lei, par che 'l pensiero
Ne goda sì, che coll'immago il vero
Per lusingar sé stesso omai confonda.
Allor chieggio ad Amor perché s'asconda
Sotto un sì vago volto un cor sì fiero:
Ma di tacer vanto si fa l'altiero;
Né v'ha chi per pietade a me risponda.
Al mio stesso pensier confuso e mesto
Mi vòlgo, e mi risponde: “Or vedi in lei
Il bel desio soverchiamente onesto.”
Allor, mal grado pur de' sensi miei,
Lodo, Mirzia, il tuo sdegno, e pago resto
Della cagion, perché sì cruda sei.