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By Auteur inconnu

Qui, dove sfoga con canori accenti

Garruletto Augellin d'Amor le doglie,

Lunge dalla Città, che mille accoglie

Cure noiose, traggo i dì contenti.

Talor godo in mirar i puri argenti

D'un ruscelletto, che tra foglie e foglie

Scorre soave, ed al mio sen ritoglie

Col dolce mormorio gli aspri tormenti.

Or miro il Pastorel semplice e schietto

Guidar l'Armenti in rozze lane involto;

Più tranquillo posar, se più negletto;

E a me stessa allor dico: oh quanto è stolto

Nostro umano desir, s'ogni diletto

Stima sol ne' tesori essere accolto!