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Or che nell'almo tuo dolce soggiorno
Spiri l'aura gentil del bel Tirreno,
E miri a piè del vicin colle ameno
Vezzose Ninfe a te scherzar d'intorno,
Mi par ch'una ti dica: “Al tuo ritorno
Brilla il mar, ride il prato, e 'l bel sereno
Nel Ciel ritorna, ond'il mio cor, ripieno
Di gioia, più non pave oltraggio e scorno.”
Un'altra tutta sdegno in volto irato
Dice: “Io, che fida a te già offersi il core,
Fiera t'abborrirò quanto t'ho amato.
Piansi per te, soffersi empio rigore
Di sorte avversa, ed or mi giungi a lato
Senza fede, senz'alma e senz'amore.”