6 (448)
Filli, amato mio bene, odi: se mai
Mi vedesti affissato in vago oggetto,
Per confermare il nostro vero affetto
A quello gli occhi, a te la mente alzai.
Così, quasi in ispecchio, io rimirai
Ne' pregi altrui de' pregi tuoi l'aspetto;
E in beltà sì inegual con mio diletto
E con mio onor le tue bellezze amai.
Ma in un tale riflesso io non invecchio,
Poiché di dispiacerti è il cor presago;
Ed a ciò che ti aggrada, io m'apparecchio.
Di chiuder gli occhi a ogni altro bel m'appago;
Così con libertà rotto lo specchio
Di te, mio ben, contemplarò l'immago.