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Questi è il grand'Alessandro: il ciglio inarca
Sulle membra incorrotte il Tempo istesso.
Troncò quel sacro stame invida Parca,
Ma d'apparir non osa il colpo impresso.
L'adorato sembiante, al cui riflesso
Rese omaggi di fede ogni Monarca,
La maestà serba illibata, e in esso
Bella par morte e d'ogni orrore è scarca.
D'alma sì grande il nobile ricetto
Restar dovea dal comun fato esente,
Come illustre di gloria albergo eletto.
Ancor vive Alessandro, anzi è presente.
Apri l'augusto Avello: ecco l'aspetto.
Mira Pietro il nipote: ecco la mente.