6 [Di anonimo]

By Auteur inconnu

Mentre che visse il mio dilecto spoço,

che fu de le vertù archimandrita,

dolente e sbigottita

ti feci star, Firense, e questa è vera;

e sovente quel ducha valoroço,

la chui gente era leale e romita,

con sua oste bandita

sen venne a poner campo in tua rivera,

e ardito non era

lo popul tuo d'uscir fuor delle mura,

ma dentro, con paura,

ciascun si stava, come volpe in tana;

e elli con sua gualdana

correa d'intorno a te da tucte parte,

donando sempre a llui triunfo Marte.

Alchuna volta tu, per gran vergogna

che lungo tempo avei portato il fascio,

venisti ad Altopascio

per discarcarti del tuo greve pondo.

Quivi molti dei tuoi 'ventar carogna;

altri dicean: – Firense, ove ti lascio? –

venendo, sensa slascio,

dentro a mia corte con messer Ranmondo.

Altri provar se 'l fondo

della Guisciana avea dei pesci grossi;

di ciò l'infangati ossi

anchor potrebber testimonia rendere.

Poi volesti difendere

Pistoia, che non l'avesse in suo podere,

ma pur la racquistò per suo savere.

Poscia che Morte, di pietà nemicha,

vedova mi lasciò e lui si tolse,

tosto Fortuna volse

per me la rota e puosemi nel basso;

e dimorando lì, con gran faticha,

Cesare nelle braccia mi raccolse;

ma poi tosto si sciolse

da me, e in ver la Magna fece il passo,

dicendomi: – Io ti lasso

in guardia a certi miei. Non ti rincrescha –.

Questa gente tedescha

mi vendé poi, come si fan le schiave,

e die' di me le chiave

a tal che mi guidò con molti affanni,

tanto c'aparve l'alto re Giovanni.

Veggiendo me così disconsolata

e priva d'allegressa e di teçoro,

sensa verun dimoro,

al Re mi disposai, per propria voglia,

credendo per lui essere honorata

e in testa portar corona d'oro,

come fanno coloro

che tienno sceptro in su la regal soglia;

ma però quella doglia

ch'io sostenea, da me non si divise,

perch'e<ll>i mi soctomise

a tal che fu per lui luogo tennente;

né lieta né dolente

molto mi fe' costui mentre guidommi.

Poi mi die' drudo che più tormentommi.

Ora ò trovato un giovin chavalieri,

leale, ardito, amator di justitia,

che d'ogni mia tristitia

mi priverà, tanto è possente e forte.

Nol vidi anchor, ma pur son sua moglieri,

lo qual, di corto, aspecto con letitia.

Questi, di tua nequitia,

ti punirà, Firense, e dracti morte.

Davanti a le tuoi porte

tosto vedrailo star, sul fiume d'Arno;

e pensar che indarno

vi guidi la sua gente da bactaglia,

e il far lega over taglia,

non ti camprà da le ferute grame

che pur srai vinta per ferro o per fame.

Cansone, io voi che tu prendi il camino

e ogni Ghibellino va ricercando;

e di' lor<o> ch'io ti mando

perché del mio parlar prendan vigore;

e 'l mastin di valore

dirai che seguan con allegra faccia,

ch'elli è disposto ad far<e> dei Guelfi caccia.